S’incomincia con un temporale. Siamo arrivati ieri sera, e ci hanno messi a dormire come sempre nella camera grande, che è poi quella dove sono nato. Coi tuoni e i primi scrosci della pioggia, mi sono sentito di nuovo a casa. Erano rotolii, onde che finivano in uno sbuffo: rumori noti, cose del paese. Tutto quello che abbiamo qui è movimentato, vivido, forse perché le distanze sono piccole e fisse come in un teatro. Gli scrosci erano sui cortili qua attorno, i tuoni quassù sopra i tetti; riconoscevo a orecchio, un po’ più in su, la posizione del solito Dio che faceva i temporali quando noi eravamo bambini, un personaggio del paese anche lui. Qui tutto è come intensificato, questione di scala probabilmente, di rapporti interni. La forma dei rumori e di questi pensieri (ma erano poi la stessa cosa) mi è parsa per un momento più vera del vero, però non si può più rifare con le parole.[incipit di Libera nos a malo]
Ho chiuso oggi a pranzo Libera nos a malo e sto ancora ridendo. Possibile che sia anche opera del blog de laprofepunto.it (recentemente scoperto, me lo sto leggendo tutto), ma fidatevi, anche Meneghello ha fatto la sua parte.
Libera nos a malo è un libro arguto, più che divertente, che racconta l’infanzia del famoso scrittore nel paese vicentino di Malo. Giocando scherzosamente con la lingua italiana, che infarcisce e intreccia all’inglese, al francese, al latino, ma soprattutto al dialetto di Malo (nelle sue varie versioni) che per Meneghello, rappresenta l’essenza delle cose, mentre la lingua italiana è la lingua della scuola, è la lingua rigida e imborghesita (ma questo è vero fino a un certo punto, visto l’amore non dichiarato ma evidente del Meneghello anche per la lingua italiana, in cui in fin dei conti è scritto più del 90% di questo libro).
Meneghello ci parla della sua infanzia e del suo paese, collezionando una serie di “macchiette” par brutto come termine, ma non me ne viene in mente un altro) bellissime, a cui ci si affeziona anche se sono protagoniste di racconti episodici. In effetti più che un romanzo, questo libro è un libero dissertare, un libro autobiografico, una rassegna di personaggi maldensi.
Insomma, da leggere, per poi leggere anche I piccoli maestri.
Pubblicato da librairie