
Titolo originale: Borat: cultural learnings of America for make benefit glorious nation of Kazakhstan
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 84′
Regia: Larry Charles
Cast: Sacha Baron Cohen, Pamela Anderson, Ken Davitian
Borat è un giornalista immaginario kazako inventato ed interpretato da Sacha Baron Cohen. Il film Borat: studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan è un falso documentario, in cui il giornalista Borat viene inviato dal suo governo negli Stati Uniti. Questo viaggio, intrapreso come un modo per arricchire culturalmente il Kazakistan tramite il confronto con gli Stati Uniti, diventa ben presto una corsa verso Malibu e Pamela Anderson, di cui Borat si innamora vedendola in Baywatch. Nel percorso ovviamente ne succederanno di tutti i colori.Pubblicizzato come un film intelligente, eversivo, oltraggioso, dissacrante, ironico, demenziale e scorretto, mi è sembrato uno di quei film in cui ti aspetti sempre che finalmente arrivi la scena che spiega tutto. Voglio dire, fa il suo effetto vedere Borat che, ospitato in Texas presso un rodeo annuncia di voler cantare l’inno kazako in inglese sulla musica dell’inno americano. Prima di cantare, inneggia alla guerra in Iraq in un crescendo incredibile fino a definirla “guerra del terrore” con i texani che prima applaudono come indemoniati fino a che qualcuno non comincia a fare una faccia strana. Quando Borat comincia a cantare il suo inno, ovviamente inventato, che glorifica il Kazakistan alla faccia degli altri stupidi staterelli di tutto il mondo che non possono competere, allora i texani si infuriano e a momenti lo linciano. Ecco, una scena così ha anche un suo senso, ma se me la butti là in mezzo ad altre senza un perché e un percome, questo senso lo perde.
Non lo reputo un brutto film, Cohen è un attore (inglese) di tutto rispetto, anzi bravissimo. La sua inventiva è fenomenale, molte gag o candid camera che dir si voglia fanno pure ridere, anche se non così tanto (c’è chi ascrive questo ad un doppiaggio di cui si dice peste e corna).
Però fino alla fine sono rimasta in punta di poltrona ad aspettare qualcosa che non è arrivato.
Pubblicato da librairie