L’appartamento spagnolo

Titolo: L’appartamento spagnolo (L’auberge espagnole)
Regia: Cédric Klapisch
Sceneggiatura: Cédric Klapisch
Fotografia: Dominique Colin
Interpreti: Romain Duris, Judith Godrèche, Cécile de France, Kelly Reilly, Xavier de Guillebon, Kevin Bishop, Federico D’Anna, Christian Pagh, Cristina Brondo, Barnaby Metschurat, Audrey Tautou, Olivier Raynal, Iddo Goldberg, Xavier De Guillebon, Wladimir Yordanoff, Irene Montalà, Javier Coromina, Iddo Goldberg, Martine Demaret, Paulina Gálvez
Nazionalità: Francia – Spagna, 2002
Durata: 2h.


Wendy: Xavier’s gone to school. Okay?
Xavier’s Mother: Ah, oui! Il est à la fac.
Wendy: What?
Xavier’s Mother: La fac!
Wendy: LA “FUCK”?
Xavier’s Mother: Yes. After fac he can telephone maman.

E’ la seconda volta in una settimana che vedo un film e mi pento di non averlo visto in originale. L’appartamento spagnolo parla di Xavier, un ragazzo francese che decide di trasferirsi per una anno a Barcellona con il Progetto Erasmus della sua università. Questo perché il padre gli ha procurato un colloquio con un amico che lavora al Ministero delle Finanze, il quale a sua volta gli ha promesso un posto al momento della laurea, a patto che impari lo spagnolo.
Una volta arrivato a Barcellona, Xavier conosce prima una coppia di francesi che vivono lì, poi riesce a farsi accettare come coinquilino in un appartamento di studenti, una sola dei quali è di nazionalità spagnola, mentre gli altri includono un’inglese, un danese, un tedesco, un italiano e alla fine Xavier farà entrare nell’appartamento anche una belga.
La trama non è niente di particolare, si tratta fondamentalmente di una serie di episodi. Le tematiche principali: buffi fraintendimenti basati sulle differenze linguistiche, tradimenti nei confronti dei partner lasciati nella terra natìa, un generale darsi alla pazza gioia fra sesso, bevute e fumate. Non mancano una coinquilina che pulisce tutto quello che non puliscono gli altri (lamentandosi ciclicamente) e il di lei fratello così rigurgitante di irritanti e offensivi pregiudizi da risultare persino incredibile (se non si sapesse, purtroppo, che personaggi del genere esistono).
Il film è divertente (ma non esilarante) e piacevole. Se non ci si aspetta nulla di particolare si passano due belle ore guardando sullo schermo quello che vorremmo fare anche noi (o forse abbiamo anche fatto). Certo il film non parla di quanto male è organizzato l’Erasmus, riduce i conflitti fra persone di diversa provenienza a materiale per battute e tratta anche male Barcellona come città. Però non è che ci si proponesse (credo) un film impegnato.
Un appunto serio però devo farlo: come cavolo è stato doppiato il film??? All’inizio questa baraonda di idiomi diversi (ma particolarmente disturbante a mio avviso che i parlanti la lingua del luogo fossero doppiati in italiano) mi ha dato parecchio fastidio, anche se poi mi sono abituata.

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