Maggio 31, 2007

Leonardo Moreno, detto “Chib”, quarantenne mulatto frutto di uno stupro, lavora nella scintillante Cannes come tassidermista. Nonostante le richieste di lavoro standard riguardano i cadaveri di amati animali da compagnia, un giorno la signora Blanche richiede i suoi servigi per imbalsamare la figlioletta recentemente deceduta in seguito ad una caduta dalle scale.
Nonostante Chib si senta a disagio, il fascino che prova nei confronti dell’algida Blanche, freddissima ma bellissima e sprofondata nel suo dolore, lo porta ad accettare l’incarico. Nell’imbalsamare la bambina però nota alcuni segni che potrebbero far pensare ad una storia di violenze. E quando incredibilmente i “segni” si moltiplicano, accompagnati da incidenti (o omicidi?) Chib si improvvisa detective e si immerge nei misteri delle ricchissime famiglie delle colline, fino a scoprire l’impensabile verità.
Brigitte Aubert. Funerarium.
Robin. 2006. pagg. 420. € 9,00.
Noir.
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Maggio 31, 2007

I marinai perduti di Izzo sono quelli di una nave abbandonata presso il porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. Il greco Diamantis, il turco Nedim e il libanese Abdul non sono perduti solo per questo motivo: ognuno dei tre ha i propri demoni personali che lo spingono a vicende che si incrociano inestricabilmente legando i loro destini. Sullo sfondo di una Marsiglia veritiera ma incomparabilmente romantica (ed amatissima dallo scrittore Izzo) si parla di amore, di ballo, di alcool ma soprattutto del viaggio, letteralmente e come metafora, di un magico Mediterraneo segnato dalle rotte più antiche.
Un libro magico profumato di basilico.
Jean-Claude Izzo. Marinai perduti.
e/o. 2004. 277 pagg. € 8,00.
Romanzo.
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Maggio 31, 2007

Leda è un’ancora piacente professoressa universitaria di quarantotto anni. Quando le due figlie si trasferiscono in Canada, presso il padre (dal quale Leda ha divorziato anni prima) lei si aspetta di provare nostalgia per le figlie, e un senso di abbandono. Sorprendendo anche se stessa, Leda vive invece questo distacco con una sorta di entusiasmo. La sua vita continua, scandita da ritmi personalissimi non più dimenticati a favore delle esigentissime figlie, si occupa dei suoi studi e si scopre più rilassata e meno distratta.
Quando però decide di affittare una casa in Puglia e di passarvi l’estate in compagnia dei suoi libri, il meritato riposo viene disturbato dalla presenza sul lido frequentato ogni giorno di una chiassosa e volgare famiglia di napoletani (Leda stessa è napoletana, anche se vive da lungo tempo a Firenze e cerca di negare le proprie “imbarazzanti origini”).
Nel gruppo di napoletani chi attira la sua attenzione è Nina, giovanissima madre di una bambina a cui dedica incredibili attenzioni. Nina è bella, magra e perfino elegante: nella sua famiglia sembra quasi fuori posto. Leda la osserva nel rapporto con la figlia, che sembra la realizzazione del perfetto equilibrio fra necessità personali e il ruolo di madre. Questo la porta a rievocare il rapporto con le sue stesse figlie, che ha abbandonato per tre anni quando erano piccole, sentendosi imprigionata in un ruolo che la soffocava. E ripensa anche al rapporto con sua madre, una donna verace di cui paventava la fuga.
Anche Nina però non vive la sua maternità così serenamente, e Leda si rende conto di rappresentare per lei una sorta di modello, la speranza di poter vivere una vita più libera. E nel mezzo di questi contrastanti sentimenti, Leda si trova a compiere un atto “opaco” e stupido, che darà però la stura ad una serie di inquietanti avvenimenti ed emozioni.
Elena Ferrante. La figlia oscura.
e/o. 2006. 141 pagg. € 14,50.
Romanzo.
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