La figlia oscura, Elena Ferrante

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Leda è un’ancora piacente professoressa universitaria di quarantotto anni. Quando le due figlie si trasferiscono in Canada, presso il padre (dal quale Leda ha divorziato anni prima) lei si aspetta di provare nostalgia per le figlie, e un senso di abbandono. Sorprendendo anche se stessa, Leda vive invece questo distacco con una sorta di entusiasmo. La sua vita continua, scandita da ritmi personalissimi non più dimenticati a favore delle esigentissime figlie, si occupa dei suoi studi e si scopre più rilassata e meno distratta.

Quando però decide di affittare una casa in Puglia e di passarvi l’estate in compagnia dei suoi libri, il meritato riposo viene disturbato dalla presenza sul lido frequentato ogni giorno di una chiassosa e volgare famiglia di napoletani (Leda stessa è napoletana, anche se vive da lungo tempo a Firenze e cerca di negare le proprie “imbarazzanti origini”).

Nel gruppo di napoletani chi attira la sua attenzione è Nina, giovanissima madre di una bambina a cui dedica incredibili attenzioni. Nina è bella, magra e perfino elegante: nella sua famiglia sembra quasi fuori posto. Leda la osserva nel rapporto con la figlia, che sembra la realizzazione del perfetto equilibrio fra necessità personali e il ruolo di madre. Questo la porta a rievocare il rapporto con le sue stesse figlie, che ha abbandonato per tre anni quando erano piccole, sentendosi imprigionata in un ruolo che la soffocava. E ripensa anche al rapporto con sua madre, una donna verace di cui paventava la fuga.

Anche Nina però non vive la sua maternità così serenamente, e Leda si rende conto di rappresentare per lei una sorta di modello, la speranza di poter vivere una vita più libera. E nel mezzo di questi contrastanti sentimenti, Leda si trova a compiere un atto “opaco” e stupido, che darà però la stura ad una serie di inquietanti avvenimenti ed emozioni.

Elena Ferrante. La figlia oscura.
e/o. 2006. 141 pagg.  € 14,50.
Romanzo.

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