Fred Vargas è una scrittrice francese di grande successo in patria e all’estero. I suoi romanzi sono gialli atipici nei quali predilige la caratterizzazione dei personaggi e l’analisi psicologica alla descrizione di scene cruente e violente.
In Chi è morto alzi la mano l’investigazione parte da un fatto abbastanza banale anche se stravagante: nel giardino di Sophie, ex cantante d’opera di un certo successo, appare un giovane faggio. Durante la notte, qualcuno si è preso la briga di piantare un albero nel suo giardino. Nonostante il marito sminuisca l’evento, Sophie è spaventata e chiede aiuto ai suoi nuovi vicini di casa, tre storici (Mathias, Marc e Lucien) e il padrino di Marc, un ex poliziotto espulso dall’arma per aver protetto un assassino in fuga.
Partendo da un semplice scavo sotto le radici del misterioso albero, che non rivelerà nulla di strano, si arriva alla sparizione di una persona e al suo presunto omicidio. Pur coinvolgendo la polizia, i protagonisti dell’investigazione sono proprio il padrino e i tre storici, ognuno dei quali ha una visione molto particolare della vita.
Pur essendo un romanzo appassionante nel quale il mistero si dipana con destrezza fino ad un’inaspettata risoluzione dell’investigazione, la Vargas riesce anche ad appassionarci ai pensieri e alle stranezze dei vari personaggi, tutti un po’ sopra le righe.
Fred Vargas. Chi è morto alzi la mano.
Einaudi. 2006. 254 pagg. € 11,00.
Giallo.
