A/R Andata + ritorno

marzo 31, 2007
A/R andata+ritorno
Regia: Marco Ponti
Interpreti: Libero De Rienzo, Vanessa Incontrada, Kabir Bedi, Remo Girone
Italia, 2004, 86’, commedia

Curiosità: Il nome di Libero De Rienzo (Dante Cruciani) è un riferimento al ruolo di Totò ne I soliti ignoti (1958). In quel film, Dante era l’esperto di casseforti che doveva allenare la gang per la rapina.

Torino è bloccata dallo sciopero più grande della storia. Dante, giovane impegnato in vari lavori saltuari e braccato dai delinquenti del quartiere per un prestito non restituito, decide di fare il giro del mondo e parte con l’ultimo aereo prima dell’inizio dello sciopero. Nina, una bellissima hostess spagnola, rimane bloccata a Torino e viene ospitata da Tolstoj, amico di Dante, proprio nell’appartamento di quest’ultimo. Tutto l’azione si svolge nell’arco della settimana prima di Natale.

***spoiler***

Non è un caso che Nina, aspettando di poter riprendere il volo, cominci a riordinare e pulire la caotica casa di Dante, e che trovi i suoi libri e i suoi diari e si innamori di lui pur non avendolo mai visto se non in foto. Non è un caso che Dante, sbarcato in Spagna, alla polizia che gli chiede se ha qualcosa da dichiarare dica scherzando: hasta la victoria sempre, subendo pertanto una perquisizione del suo bagaglio, nel quale surrealmente sono apparse cose non sue, tra le quali un paio di improponibili calzini tigrati e una buona dose di droga. Dopo essere stato sbattuto in prigione, picchiato e derubato, egli torna a casa con le pive nel sacco, come si suol dire. Ed incontra Nina. Non è neppure un caso che i due, nell’incerto nascere del loro amore, insieme agli amici decidano di organizzare una rapina per recuperare i soldi da consegnare agli usurai.

***fine spoiler***

Un film veloce e divertente, surreale al massimo, con personaggi improbabili e dialoghi e situazioni spinte al massimo. La sinossi non rende giustizia a un film che non vive per la trama. Consigliatissimo.


Lista libri

marzo 30, 2007

Prendo l’idea dal blog Texas Espresso e rilancio: ecco una lista di 100 libri. La legenda è questa:

1. in grassetto quelli letti

2. in rosso quelli che non prenderei neanche in mano

3. con una croce + davanti quelli che possiedo

4. con un asterisco davanti * quelli che non ho mai sentito nominare

5. in corsivo quelli che voglio leggere

P.S.: non ho segnato in rosso nessun libro per un discorso di principio: nella lettura non metto limiti al destino 😀

1. +Il codice Da Vinci (Dan Brown)

2. Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen)

3. +Il buio oltre la siepe (Harper Lee)

4. Via col vento (Margaret Mitchell)

5. +Il signore degli anelli: Il ritorno del re (Tolkien)
6. +Il signore degli anelli: La compagnia dell’anello (Tolkien)

7. +Il signore degli anelli: Le due torri (Tolkien)

8. Anna dai capelli rossi (L.M. Montgomery)

9. *La straniera (Diana Gabaldon)

10. *Un perfetto equilibrio (Rohinton Mistry)

11. +Harry Potter e il calice di fuoco (Rowling)

12. Angeli e Demoni (Dan Brown)

13. +Harry Potter e l’Ordine della Fenice (Rowling)

14. Preghiera per un amico (John Irving)

15. +Memorie di una geisha (Arthur Golden)

16. +Harry Potter e la Pietra Filosofale (Rowling)

17. Chiedi perdono (Ann-Marie MacDonald)

18. +L’ombra dello scorpione (Stephen King)

19. +Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (Rowling)

20. Jane Eyre (Charlotte Bronte)

21.+Lo Hobbit (Tolkien)

22. +Il giovane Holden (J.D. Salinger)

23. +Piccole donne (Louisa May Alcott)

24. +Amabili resti (Alice Sebold)

25. +Life of Pi (Yann Martel)

26. +Guida Galattica per Autostoppisti (Douglas Adams)

27. +Cime tempestose (Emily Bronte)

28. +Il leone, la strega e l’armadio (C. S. Lewis)

29. La valle dell’Eden (John Steinbeck)

30. +I miei martedì col professore (Mitch Albom)

31. Dune (Frank Herbert)
32. *Le pagine della nostra vita (Nicholas Sparks)

33. *La rivolta di Atlante. Il tema (Ayn Rand)

34. +1984 (Orwell)

35. +Le nebbie di Avalon (Marion Zimmer Bradley)

36. I pilastri della Terra (Ken Follett)

37. *La forza di chi è solo (Bryce Courtenay)

38. *La notte e il giorno (Wally Lamb)

39.* La tenda rossa (Anita Diamant)

40. +L’alchimista (Paulo Coelho)

41. Ayla figlia della terra (Jean M. Auel)

42. +Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini)

43. I love shopping (Sophie Kinsella)

44. Le cinque persone che incontri in Paradiso (Mitch Albom)

45. +La Bibbia

46. +Anna Karenina (Tolstoj)

47. Il conte di Monte Cristo (Alexandre Dumas)

48. +Le ceneri di Angela (Frank McCourt)

49. +Furore (John Steinbeck)

50. *A sud delle nuvole (Wally Lamb)

51. Gli occhi negli alberi (Barbara Kingsolver)

52. Una storia tra due città (Dickens)

53. Il gioco di Ender (Orson Scott Card)

54. Grandi speranze (Dickens)

55. +Il grande Gatsby (Fitzgerald)

56. *L’angelo di pietra (Margaret Laurence)

57. +Harry Potter e la Camera dei Segreti (Rowling)

58. Uccelli di rovo (Colleen McCullough)

59. *Il racconto dell’ancella (Margaret Atwood)

60. La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (Audrew Niffenegger)

61. +Delitto e castigo (Fiodor Dostoevskij)

62. *La fonte meravigliosa(Ayn Rand)

63. +Guerra e pace (Tolstoj)

64. +Intervista col vampiro (Anne Rice)

65. *Il quinto incomodo (Robertson Davis)

66. +Cent’anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez)

67. Quattro amiche e un paio di jeans (Ann Brashares)

68. Comma 22 (Joseph Heller)

69. I miserabili (Hugo)

70. +Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupery)

71. +Il diario di Bridget Jones (Fielding)

72. +Amore al tempo del colera (Marquez)

73. Il giardino segreto (Frances Hodgson Burnett)

76. *La strada dei re. Il mondo di Fionovar (Guy Gavriel Kay)

77. *Un albero cresce a Brooklyn (Betty Smith)

78. Il mondo secondo Garp (John Irving)

79. *Un cuore ancora sconosciuto (Margaret Laurence)

80. La tela di Carlotta (E.B. White)

81. *A bordo con Noè (Timothy Findley)

82. Uomini e topi (Steinbeck)

83. +Rebecca (Daphne DuMaurier)

84. +La spada della verità (Terry Goodkind)

85. Emma (Jane Austen)

86. +La collina dei conigli (Richard Adams)

87. +Mondo nuovo (Aldous Huxley)

88. *In cerca di Daisy (Carol Shields)

89. Cecità (Jose Saramago)

90. *Caino e Abele (Jeffrey Archer)

91. *Nella pelle del leone (Ondaatje)

92. +Il signore delle mosche (Golding)
93. *La buona terra (Pearl S. Buck)
94. La vita segreta delle api (Sue Monk Kidd)

95. The Bourne Identity (Robert Ludlum)

96. *I ragazzi della 56° strada (S.E. Hinton)

97. *Oleandro bianco (Janet Fitch)

98. *Una promessa dal passato (Barbara Taylor Bradford)

99. La profezia di Celestino (James Redfield)

100. Ulysses (James Joyce)


Atto di forza

marzo 29, 2007
Melina: I can’t believe it, it’s like a dream. What’s wrong? Douglas Quaid: I just had a terrible thought: what if this is a dream? Melina: Well then kiss me quick before you wake up.
Atto di forza
Tit. originale: Total Recall
Regia: Paul Verhoeven
Attori: Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon Stone, Ronnie Cox, Michael Ironside
Usa, 1990, 113’
Fantascienza

Note: ispirato al racconto breve di Philip Dick Ricordiamo per voi (We Can Remember It For You Wholesale).

Lunedì sera, ispirata dalla lettura dell’enciclopedia dickiana, ho deciso di rivedere il film Atto di forza, tratto appunto da uno dei racconti di Dick.
Il film è ambientato in un lontano futuro (il 2084): Douglas Quaid (Arnold Schwarzenegger), un operaio edile sposato (con Sharon Stone) è ossessionato dall’idea di recarsi su Marte, che spesso e volentieri entra nei suoi sogni e nei suoi incubi. Dato che la moglie è contraria all’idea di un viaggio (figuriamoci un trasferimento) sul pianeta rosso, Quaid si rivolge alla Rekall, una compagnia specializzata in viaggi virtuali.
Durante la procedura di innesto di memoria però il personale della Rekall scopre nella testa di Quaid una capsula (utilizzata per “cancellare” delle sezioni di memoria) e, paventando un coinvolgimento dei servizi segreti, decidono di cancellare dal cervello di Quaid anche tutti i ricordi relativi alla Rekall.
Quaid, braccato dal suo collega e ignaro di quel che è successo, scopre dalla moglie (anch’essa fasulla) che la sua vita è un falso, e che la sua memoria è stata cancellata. Con l’aiuto di un vecchio amico riesce a riprendere il contatto con il suo vecchio “io” (Hauser) e decide di andare su Marte.

Il film affronta il tema di cosa sia la realtà, di quanto sia affidabile ciò che percepiamo e di quanto la nostra realtà possa essere frutto di una manipolazione.
Le avventure di Quaid sono esperienze vere oppure sono il viaggio organizzato dalla Rekall? Il vero Quaid è Quaid o è Hauser?

Oltre alla dichiarata ispirazione a Dick, il film (secondo wikipedia) fa riferimento – pare – al famoso libro di Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti, e precisamente:

– l’utilizzo dell’asciugamano in testa (che impedisce a Quaid di essere identificato grazie al congegno nella sua testa) è uno dei tanti suggeriti dalla Guida
– la prostituta mutante con tre seni potrebbe basarsi al personaggio della Guida Eccentrica Gallumbits
– Johnnycab, il robot taxista potrebbe rifarsi alle figure della Guida di robot e macchine dalla personalità eccessivamente cortese


La macchina della paranoia. Enciclopedia dickiana. – A. Caronia, D. Gallo

marzo 27, 2007
Era stata una brutta serata e quando cercò di tornare a casa ebbe un diverbio terribile con la sua auto. «Signora Garden, lei non è in condizione di guidare. Prego, inserisca l’auto-autopilota e si distenda sul sedile posteriore.» Pete Garden restò seduto al posto di guida e disse con tutta la chiarezza di cui era capace: «Senti, posso guidare. Un bicchierino, anzi due o tre, mi rendono più vigile. Perciò piantala con queste fesserie.» Premette il bottone dello starter, ma non accadde nulla. «E parti, per la miseria!»
I giocatori di Titano Philip K. Dick
Antonio Caronia e Domenico Gallo
La macchina della paranoia. Enciclopedia dickiana.
X Book, Milano, 2006
Pagg. 349, € 20,00

Ho finito ieri sera questo esaustivo saggio che riordina l’intricata selva della produzione dickiana e affronta le tematiche principali di questo autore riscoperto solo recentemente soprattutto grazie al film Minority Report, tratto da un suo racconto.

Philip Dick aveva già conquistato un suo pubblico non solo in America ma anche in Europa negli anni 80 con la sua produzione di fantascienza. Dopo la sua morte sono stati pubblicati anche tutti i suoi romanzi mainstream, i quali in quantità e qualità possono tranquillamente fronteggiare la sua produzione di genere. Dick infatti utilizzò la fantascienza soprattutto come espediente per parlare delle tematiche a lui più care, fra le quali spiccano il tema dell’amnesia, la problematica di definire il reale e l’umanità, le grandi tematiche storiche (i.e. il nazismo, la caccia alla strega maccartista), l’impatto dei media sulla società.

Il saggio, dopo una presentazione biografica e bibliografica di un’ottantina di pagine, si articola in lemmi, ognuno dei quali affronta una tematica particolare, per poi dedicare l’ultima parte a singole voci relative a tutti i suoi romanzi e ad alcuni racconti, nonché alla sua produzione saggistica.

Ho letto con molto piacere questo scorrevole libro, che a mio avviso è essenziale per capire veramente quello che è ormai riconosciuto come un “grande” della letteratura (e non solo di genere). Dick affronta nei suoi libri le sue grandi paure, e soprattutto cerca attraverso la scrittura di rimettere ordine in un mondo che è andato storto, senza peraltro riuscirci completamente, cosa che non mi impedisce di amare i suoi libri. Consigliatissimo.

Nel frattempo prosegue l’avventura di Rory Stewart in Afghanistan, mentre la scelta del prossimo saggio è caduta su Howard Zinn, Storia del popolo americano dal 1942 a oggi, che si ripropone di affrontare l’intera storia degli Stati Uniti d’America dalla prospettiva dei vinti. Un progetto molto interessante.


Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin

marzo 26, 2007

“Gli Antenati, che avevano creato il mondo cantandolo, disse, erano stati poeti nel significato originale di poiesis, e cioè «creazione». Nessun aborigeno poteva concepire che il mondo creato fosse in qualche modo imperfetto. La vita religiosa di ognuno di essi aveva un unico scopo: conservare la terra com’era e come doveva essere. L’uomo che andava in walkabout compiva un viaggio rituale: calcava le orme del suo Antenato. Cantava le strofe dell’Antenato senza cambiare una parola né una nota – e così ricreava il creato.”

Ho finito nel fine settimana di leggere Le vie dei Canti. L’autore, Bruce Chatwin, racconta in questo libro di viaggio le sue esperienze in un’Australia poco cittadina e molto desertica, alla ricerca delle Vie dei Canti aborigene. Un altro libro di viaggi, dunque, come Il sogno del lupo. A differenza di Ario Sciolari, però, Bruce Chatwin ha la capacità di trascinare il lettore con la sua prosa asciutta ma avvincente. Chatwin viene accolto in Australia da Arkady, un australiano di origini russe che si occupa delle Vie dei Canti per la ditta che vuole costruire l’ultima tratta mancante di ferrovia australiana. L’ingegnere incaricato di progettarla, conscio del suo valore come sua opera ultima, decide di lasciare ai posteri una buona immagine di sé, e pertanto di collaborare con i nativi, chiedendo loro di evidenziare i loro luoghi sacri, in modo da salvarli escludendoli dal tragitto della ferrovia. Arkady è incaricato di rintracciare i proprietari dei lotti di terreno e di mappare i luoghi sacri. Egli, profondamente affascinato dalla cultura aborigena, approfitta dell’occasione per immergersi nella loro cultura, ma rileva la profonda contraddizione nel lavoro che sta svolgendo per la ferrovia: le Vie dei Canti, infatti, non toccano solo alcuni luoghi specifici, ma investono l’intero territorio australiano, passo dopo passo, costellandolo di “sogni” che vengono cantati e che costituiscono una vera mappatura spirituale del territorio, che viene tramandata di generazione in generazione.

Da questo spunto Chatwin parte per descrivere una serie di affascinanti personaggi locali bizzarri e sopra le righe, creando con le sue parole un’Australia desertica che riserva però molte sorprese, percorsa dallo scontro di civiltà bianchi/nativi e in progressiva perdita dei suoi valori originali. Nel frattempo, durante una sosta forzata in una delle tappe di lavoro, Chatwin approfitta del tempo a sua disposizione per riordinare i propri appunti (presi sui taccuini originali moleskine) regalandoci alcune perle della sua permanenza in vari paesi dell’Africa, ma anche della sua vita in Inghilterra e del suo viaggio per trovare Konrad Lorenz.

Rispetto al libro di Ario Sciolari, Le Vie dei Canti è denso di persone, di incontri e dialoghi significativi, che ci trasportano dentro l’Australia che non è vista solo come un territorio, ma soprattutto come la sede di una civiltà che rischia di scomparire fagocitata dalla modernità. Il pregio di Chatwin è quello di porsi sempre come testimone ed ambasciatore curioso ed attento, ma poco propenso ad esprimere il proprio parere a livello sociologico e politico. Questo spinge il lettore a sforzarsi di esprimere una propria opinione personale al riguardo di molti episodi particolari. Mi ha molto colpito il modo aconvenzionale di Chatwin di presentare luoghi, fatti e personaggi sempre sul bilico di un’ambiguissima ironia.

Per continuare – involontariamente – il percorso “racconti di viaggio” ho pescato dalla mia lista il libro “In Afghanistan” di Rory Stewart. Pensavo si trattasse di un saggio sulle vicende politiche dell’Afghanistan, invece si tratta del resoconto del viaggio compiuto dall’autore (un docente di storia) attraverso questo paese, un viaggio compiuto rigorosamente a piedi. Ho iniziato da poco il libro, che mi sta già coinvolgendo parecchio. Rory si dedica ad un viaggio in Asia e, dopo aver attraversato – sempre a piedi – Iran, Pakistan, India e Nepal, riesce ad entrare in Afghanistan dopo la caduta dei talebani. Giunto ad Herat, ottiene il permesso di camminare da Herat a Kabul, ma viene affiancato da due guardie del corpo dei servizi segreti.

Nel frattempo è giunta quasi alla conclusione la lettura del saggio su Philip Dick, di cui parlerò prossimamente.


Itaca

marzo 23, 2007

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie


Ario Sciolari, Il sogno del lupo

marzo 22, 2007

Ario Sciolari
Il sogno del lupo
Corbaccio, 2005
Pagg. 473, illustrato
Ario Sciolari ci racconta la sua avventura: una traversata su sci della Norvegia, da sud a nord, in compagnia dei suoi due lupi, Chinook e Mohawk. Un’avventura stupenda per questa guida alpina il cui grande amore è la natura in tutte le sue manifestazioni.

I presupposti per un bellissimo diario di viaggio ci sono tutti: Ario ci racconta non solo la sua avventura, ma anche i suoi precendenti incontri con la cultura lappone (i Sami), la loro cosmogonia e il loro stile di vita in armonia con la natura. Dalle sue pagine e dal suo sito si evince quanto Ario sia una bella persona.

Purtroppo c’è un problema: Ario Sciolari non è uno scrittore. E questo si capisce fin dalle prime pagine, per poi arrancare per le restanti 473, che scorrono noiosamente. Mi dispiace molto stroncare questo libro, ma le uniche pagine valide rimangono quelle in cui parla del suo rapporto con Chinook e Mohawk (peraltro apprezzabili solo dagli amanti degli animali per la loro tenerezza e per il rispetto che ne traspare). Per il resto, un resoconto del viaggio in cui titubanza e paura si alternano vertiginosamente a momenti di euforia e “comunione con la natura”, il tutto infiorettato da frequenti pistolotti contro la tecnologia e l’attuale stile di vita che non rispetta la natura, da elogi della natura, delle aurore boreali, del ruggito della natura e degli stili di vita che rispettano la natura.

Ario, la tua vita è meravigliosa ma la prossima volta che decidi di pubblicare un libro scrivilo in collaborazione con uno scrittore! La tua produzione ne guadagnerà molto!

Link al sito dell’autore

Link per scoprire di più su Chinook e Mohawk

Intervista all’autore