Il mio nome è rosso, Orhan Pamuk

rosso.jpg

Orhan Pamuk () è uno dei maggiori scrittori turchi contemporanei. Nel 2006 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “who in the quest for the melancholic soul of his native city has discovered new symbols for the clash and interlacing of cultures”. 

Istanbul, 1951. Nero, lontano dalla città da dieci lunghi anni passati a lavorare come scrivano, torna richiamato dallo Zio Effendi, che desidera il suo aiuto per completare un libro commissionato dal Sultano, al quale stanno lavorando da lungo tempo ed in segreto i migliori miniaturisti del Sultano. 

In concomitanza con il ritorno di Nero, uno dei miniaturisti viene brutalmente assassinato e per una serie di circostanze Nero si ritroverà ad indagare sul delitto, sperando così anche di conquistare la bella cugina Sekure. 

Il libro può essere letto su vari piani. Può essere la storia d’amore di Nero che, dopo essere stato rifiutato da Sekure dieci anni prima, torna dal suo volontario esilio e scopre di avere una possibilità di conquistarla. Può essere un giallo, nel quale un assassino fa sentire la sua voce e verrà smascherato solo alla fine di molte peripezie. Può essere una dissertazione sui valori miniaturistici dell’Oriente che disegna come vede Allah e sui valori (o sulla blasfemia) della rappresentazione “realistica” tipica dell’Occidente. 

La storia è raccontata con un linguaggio barocco, avvolgente e quasi oppiaceo nell’ambientare la storia in una Instanbul caotica e fremente di pulsioni sotterranee. Ogni capitolo racconta la storia in prima persona utilizzando vari personaggi e anche alcuni dei personaggi delle miniature. 

Affascinate nel suo genere e sicuramente un capolavoro, devo confessare che non mi è piaciuto moltissimo. Non l’ho odiato, ma neppure amato.  

***spoiler*** 

La storia d’amore fra Nero e Sekure non mi ha appassionato: lui infantile ma perdutamente innamorato, lei non innamorata ma opportunista e trafficona. Il giallo non è un giallo: fin dall’inizio si sa che l’assassino è un miniaturista, e scoprire infine chi dei tre sospettati è il reo non crea nessuna suspence. Il contrasto fra le scuole di miniatura mi ha lasciato abbastanza indifferente.Interessante invece la scelta di far parlare tutti in prima persona (bellissimo il personaggio di Esther l’ebrea) e anche di introdurre personaggi quale il cane o la moneta. 

Orhan Pamuk. Il mio nome è rosso.
Tit. originale: Benim Adim Kirmizi Traduttori: Bertolini Marta, Gezgin Semsa
Einaudi. 2005. 450 pagg. € 11,80.
Romanzo.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: