La variante di Lüneburg, Paolo Maurensig

giugno 27, 2007

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Paolo Maurensig è uno scrittore di Gorizia diventato famoso proprio per il suo romanzo La variante di Lüneburg. Ha scritto anche Canone inverso, dal quale è stato tratto un film diretto da Ricky Tognazzi. 

Il signor Frisch è un ricco imprenditore tedesco che ogni fine settimana torna alla sua villa in treno, giocando a scacchi con un suo collega. Un venerdì però i due vengono raggiunti nel loro scompartimento da un uomo che sembra essere un esperto di scacchi e che comincia a raccontare una storia incredibile. Questo romanzo è breve, asciutto e lancinate. Il gioco degli scacchi assume una sfumatura terrificante e i due antagonisti lungo tutto il romanzo si fronteggiano fino alla sfida finale.

 Paolo Maurensig. La variante di Lüneburg
L Libri. 2006. 158 pagg. € 5,00.
Romanzo scacchistico.

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La montagna incantata, Thomas Mann

giugno 27, 2007

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Informazioni sull’autore: wikipedia
Informazioni sull’opera:
La montagna incantata su Wikipedia
 

Thomas Mann (1875-1955) è uno dei maggiori letterati tedeschi. Vincitore del Premio Pulitzer nel 1929 “principally for his great novel, Buddenbrooks, which has won steadily increasing recognition as one of the classic works of contemporary literature”, è l’autore anche de La montagna incantata, La morte a Venezia. Tutti e tre questi libri sono stati oggetto di riduzioni cinematografiche. 

Il progetto per questo romanzo, nato da un soggiorno come ospite della moglie in una clinica svizzera, prevedeva originariamente un romanzo breve. La stesura venne interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, a seguito della quale Mann rivalutò la portata delle tematiche affrontate nel manoscritto incompiuto e finì con il produrre questo voluminosissimo tomo che richiese complessivamente 12 anni per venire alla luce. 

Hans Castorp, giovane di belle speranze orientatosi verso la professione di ingegneria, decide di spendere tre settimane in visita presso il cugino Joachim, aspirante ufficiale degente presso un sanatorio svizzero.Una volta raggiunto il sanatorio, Castorp entra in confidenza con le abitudini del luogo, che si concentrano principalmente sullo stato fisico dei degenti: la misurazione della temperatura corporea e il riposo sul balcone sono le cose più importanti per queste persone, la cui “scarcerazione” viene deferita di 6 mesi in 6 mesi dai solerti dottori. 

Il periodo iniziale di tre settimana diventa un soggiorno di sette anni, durante i quali, oltre ad accompagnarsi al cugino, Castorp viene colpito dalla bella russa Chauchat della quale si innamora, e nel frattempo coltiva l’amicizia del bizzarro e polemico massone italiano Settembrini e successivamente del suo amico gesuita Naphta. Questi due personaggi in particolare intavolano lunghissime e profonde discussioni su miriadi di argomenti sui quali si trovano sempre in disaccordo totale. Lo stesso Castorp comincia ad interessarsi prima alla fisiologia umana e poi alla fisica e ancora ad altre discipline che nella vita normale non avrebbe mai avuto la possibilità di affrontare. 

Il significato fondamentale del libro è oscuro anche ai critici letterari di Mann, i quali esprimono opinioni contrastanti. Non posso dire di aver capito esattamente che cosa volesse comunicarci Mann con questo tomo, ma senza dubbio rappresenta una lettura affascinate, per quanto spesso anche sfiancante a causa dello stile pomposo e della scrittura prolissa. Ma il bildungsroman di Castorp, che parte da una Colonia (se non vado errata) come tronfio borghese farcito di luoghi comuni e sfizi e finisce con l’impantanarsi per sette anni in un sanatorio fuori dal mondo (dei cui ritmi lenti ed ovattati la lunghezza del romanzo è un’impegnativa metafora) per poi finire nelle ultime pagine a correre sotto le bombe e gli spari della guerra, è un’incredibile avventura. Come Mann stesso disse, presentando la sua opera ad Oxford in una conferenza, se un autore si rendesse veramente conto delle difficoltà di scrivere un libro si arrenderebbe prima ancora di levare la penna. E lo stesso forse si può applicare ad un lettore che, se sapesse veramente cosa vuol dire leggere un simile libro, rinuncerebbe già in partenza. Un vero peccato, anche perché Mann consiglia di leggere La montagna incantata due volte, essendo questo a suo parere l’unico metodo per afferrare pienamente il messaggio del romanzo. Maratona che si può affrontare, ammette lo stesso autore, solo se il libro è piaciuto in prima istanza.  

Thomas Mann. La montagna incantata.
Tit. originale: The Zauberberg Traduttore: E. Pocar
Tea. 2005. 687 pagg. € 12,90.
Romanzo. Con un’introduzione di G. Montefoschi e con una conferenza di Mann in appendice.


Il mio nome è rosso, Orhan Pamuk

giugno 27, 2007

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Orhan Pamuk () è uno dei maggiori scrittori turchi contemporanei. Nel 2006 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “who in the quest for the melancholic soul of his native city has discovered new symbols for the clash and interlacing of cultures”. 

Istanbul, 1951. Nero, lontano dalla città da dieci lunghi anni passati a lavorare come scrivano, torna richiamato dallo Zio Effendi, che desidera il suo aiuto per completare un libro commissionato dal Sultano, al quale stanno lavorando da lungo tempo ed in segreto i migliori miniaturisti del Sultano. 

In concomitanza con il ritorno di Nero, uno dei miniaturisti viene brutalmente assassinato e per una serie di circostanze Nero si ritroverà ad indagare sul delitto, sperando così anche di conquistare la bella cugina Sekure. 

Il libro può essere letto su vari piani. Può essere la storia d’amore di Nero che, dopo essere stato rifiutato da Sekure dieci anni prima, torna dal suo volontario esilio e scopre di avere una possibilità di conquistarla. Può essere un giallo, nel quale un assassino fa sentire la sua voce e verrà smascherato solo alla fine di molte peripezie. Può essere una dissertazione sui valori miniaturistici dell’Oriente che disegna come vede Allah e sui valori (o sulla blasfemia) della rappresentazione “realistica” tipica dell’Occidente. 

La storia è raccontata con un linguaggio barocco, avvolgente e quasi oppiaceo nell’ambientare la storia in una Instanbul caotica e fremente di pulsioni sotterranee. Ogni capitolo racconta la storia in prima persona utilizzando vari personaggi e anche alcuni dei personaggi delle miniature. 

Affascinate nel suo genere e sicuramente un capolavoro, devo confessare che non mi è piaciuto moltissimo. Non l’ho odiato, ma neppure amato.  

***spoiler*** 

La storia d’amore fra Nero e Sekure non mi ha appassionato: lui infantile ma perdutamente innamorato, lei non innamorata ma opportunista e trafficona. Il giallo non è un giallo: fin dall’inizio si sa che l’assassino è un miniaturista, e scoprire infine chi dei tre sospettati è il reo non crea nessuna suspence. Il contrasto fra le scuole di miniatura mi ha lasciato abbastanza indifferente.Interessante invece la scelta di far parlare tutti in prima persona (bellissimo il personaggio di Esther l’ebrea) e anche di introdurre personaggi quale il cane o la moneta. 

Orhan Pamuk. Il mio nome è rosso.
Tit. originale: Benim Adim Kirmizi Traduttori: Bertolini Marta, Gezgin Semsa
Einaudi. 2005. 450 pagg. € 11,80.
Romanzo.


Piccole confusioni di letto, Emily Giffin

giugno 8, 2007

Rachel è una giovane donna intelligente (è avvocato presso uno studio legale di New York) bella e molto per bene. Alla soglia dei suoi trentanni è normale fare una specie di bilancio provvisorio: anche se i suoi desideri più profondi sono abbastanza banali (avere un lavoro che le piace, avere un ragazzo innamorato) Rachel deve ammettere di non essere riuscita a realizzarne nessuno: odia il suo lavoro stressante presso lo studio legale, sotto un boss schizzato e non c’è traccia di un possibile fidanzato. La situazione è ancora più deprimente se confrontata con quella della sua migliore amica Darcy: bellissima, sempre più fortunata, lavora come p.r. (un lavoro che adora) ed è fidanzata con Dex, ex compagno di corso di Rachel, uomo bellissimo e dallo splendido carattere.

E quando dopo la festa per i suoi trentanni organizzata da Darcy, Rachel si trova a letto con Dex, le sembra che la sua vita sia andata in pezzi: Rachel non si riconosce più nel suo comportamento assurdo, e fa di tutto per dimenticare quello che è successo. Dex purtroppo non è del suo stesso parere, e mantiene in piedi la relazione con Rachel nonostante le nozze siano vicine. La stessa Rachel orami deve ammettere di essere innamorata di Dex, anche se non sa come gestire la cosa…

Un romanzo chick-lit non fra i migliori. Nonostante la copertina appariscente e il titolo scanzonato, il libro è un po’ angosciante nella sua analisi del tradimento di Rachel e Dex e anche se vuole essere una riflessione matura e approfondita, la trama sfrutta i più beceri trucchi della chick-lit (il vero amore, l’amica adorata che in realtà sta calpestando la protagonista, i colpi di scena assurda) senza riuscire ad emularne la leggerezza e la simpatia.

Emily Giffin. Piccole confusioni di letto. (Something Borrowed)
Piemme. 2007. 413 pagg. € 6,50.
Chick-lit.


Io sono il tenebroso, Fred Vargas

giugno 8, 2007

Louis il Tedesco, investigatore ormai in buen retiro (si fa per dire), reimpiegatosi come traduttore, non riesce a togliersi dalla testa gli orribili omicidi di due giovani donne a Parigi. Nonostante non riesca a concentrarsi sulla voluminosa biografia di Bismark, il Tedesco è convinto di dover lasciar perdere le investigazioni: un tempo erano il suo lavoro, ma ora sarebbe morboso indulgervi.

Purtroppo non c’è molto spazio per le sue convinzioni: il Tedesco viene contattato dalla sua amica Marthe, ex prostituta ora bouquiniste, che afferma di avere in casa l’assassino delle donne. In realtà costui è Clement, un tempo il protetto di Marthe, che non lo vedeva da quando era un bimbetto. Convinta della sua innocenza Marthe convince il Tedesco ad occuparsi delle indagini per scagionarlo.

Quando il Tedesco si rende conto che c’è un identikit che farebbe la fine di Clement, non trova di meglio che nasconderlo nella casa dei tre evangelisti, dove c’è sempre qualcuno per sorvegliarlo e nessuna donna.

Non all’altezza del libro precedente (Chi è morto alzi la mano) a livello di trama (l’assassino è abbastanza banale) e meno simpatico a causa del Tedesco che si interpone fra le investigazioni e i nostri amatissimi tre evangelisti e padrino, rimane comunque un ottimo noir.

Fred Vargas. Io sono il Tenebroso. (Sans feu ni lieu)
Einaudi. 2006. 254 pagg. € 11,00.
Noir.


Veneti, Ulderico Bernardi

giugno 7, 2007

Un saggio che racconta le origini, la storia e il presente del Veneto: le genti, la lingua, le tradizioni, le leggende e come nacque il mito del NordEst. 

Ulderico Bernardi. Veneti.
Canova. 2005. 168 pagg. € 9,00.
Saggio storico.


Balzac e la piccola sarta cinese, Dai Sijie

giugno 7, 2007

Due giovani figli di borghesi, e pertanto nemici del popolo, vengono spediti in un villaggio sperduto sui monti per la “rieducazione”: sono gli anni Settanta in Cina. I due amici, che vengono ben presto assegnati a tutti i lavori più pesanti e disgustosi di una civiltà ancora completamente contadina, sanno di non avere più di un 3% di possibilità di tornare a casa loro.

Un giorno, in visita presso un altro ragazzo, assegnato alla rieducazione presso un villaggio vicino, essi scoprono che è in possesso di una valigia di libri occidentali, fra cui spicca Balzac. Dopo aver ottenuto uno di questi libri in prestito, i due ragazzi vengono travolti dalla necessità di avere questi libri che parlano loro di tutto ciò che non hanno ancora potuto sperimentare nella vita, libri tanto importanti quanto pericolosi, in quanto proibiti.

Per ottenere i libri, che uno dei due ragazzi sogna di leggere alla figlia del sarto del paese vicino, una ragazza bellissima della quale si è innamorato, i due faranno di tutto. I libri diventano un simbolo di emancipazione da una cultura totalitaria, ed incideranno profondamente non solo nella vita dei due protagonisti ma anche in quella delle persone che li circondano.

Questo romanzo è in parte autobiografico, anche se romanzato. Lo stesso Dai Sijie sperimentò la realtà della rieducazione, negli ultimi strascichi della Rivoluzione Culturale.

Dai Sijie. Balzac e la piccola sarta cinese.
Adelphi. 2004. 176 pagg. € 8,00.
Romanzo.